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	<title>Festival del Cinema di Frontiera</title>
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	<description>il festival del cinema più a sud d&#039;europa</description>
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		<title>Chiude il sipario della X edizione del Cinema di Frontiera. Una Vittoria.</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 17:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea.79</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La X edizione del festival cinematografico ideato da Nello Correale, diretto insieme a Sebastiano Gesù e organizzato da Turi Pintaldi, Andrea Pintaldi, Lino Quartarone e lo staff del cine circolo Baia delle Tortore, ha chiuso il sipario e raggiunto il suo obbiettivo, attraversando le “frontiere dell’Anima”, dei confini culturali dei popoli e dei linguaggi cinematografici. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cinemadifrontiera.it/wp-content/uploads/2010/08/Untitled_Panorama1-copy-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1579" title="Untitled_Panorama1 copy-1" src="http://www.cinemadifrontiera.it/wp-content/uploads/2010/08/Untitled_Panorama1-copy-1-300x152.jpg" alt="" width="300" height="152" /></a>La X edizione del festival cinematografico ideato da <strong>Nello Correale</strong>, diretto insieme a <strong>Sebastiano Gesù</strong> e organizzato da <strong>Turi Pintaldi, Andrea Pintaldi, Lino Quartarone </strong>e lo staff del cine circolo Baia delle Tortore, ha chiuso il sipario e raggiunto il suo obbiettivo, attraversando le “frontiere dell’Anima”, dei confini culturali dei popoli e dei linguaggi cinematografici. L’intenso programma svolto nella piazza centrale dell’antico borgo marinaro di Marzamemi, la sala a cielo aperto più grande e più a Sud d’Europa, ha consacrato il festival , uno dei più attenti e seguiti festival di Cinema Internazionale d’Europa, coniugando l’attentissima selezione delle proposte artistiche con un sempre crescente numero di partecipanti: 50.000 le presenze stimate nei 9 giorni del festival, tutti attentissimi a seguire il folto programma che ha animato la piazza, i vicoli, i cortili del suggestivo scenario di Marzamemi, ormai meta affezionata da tantissimi appassionati di Cinema di qualità. Un pubblico di alto livello che ha colto l’occasione di scoprire la costa della contea e dare una forte spinta a quel “turismo culturale”, volano fondamentale per il rilancio dell’isola.</p>
<p style="text-align: justify;">“Dieci anni è una grande vittoria – ha dichiarato Nello Correale durante i ringraziamenti di fronte a una piazza gremita – un’idea nata tanti fa è poi diventata un progetto concreto, oggi è un patrimonio culturale che mette insieme la ricchezza del territorio di Marzamemi e il cinema indipendente, che trova in questo luogo la sua più valida espressione”</p>
<p style="text-align: justify;">La giuria internazionale dei lungometraggi, presieduta da <strong>Maurizio Nichetti</strong> e composta dal produttore Davide Luca, il critico Mario Serenellini, l’artista multimediale Nan Kye, ha voluto prima di tutto, rivolgere un pensiero alla grande protagonista e amica del Cinema Italiano, la sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico, scomparsa ieri, giornata conclusiva del festival. I  film in concorso hanno evidenziato l’attenzione al dramma dell’immigrazione da parte del nuovo Cinema internazionale. “Una grande selezione, film molto drammatici, qualcuno con un filo di ironia, che parlano di culture diverse e frontiere da attraversare” ha affermato il regista Nichetti, l’ospite speciale del festival al quale è stata dedicata la sezione fuori concorso Notti Italiane.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver visionato gli otto lungometraggi in concorso, di cui ha apprezzato l’alto livello qualitativo e l’ampia diversificazione culturale, la giuria ha assegnato all’unanimità il <strong>Premio del miglior film</strong>, consegnato da una delle madrine del festival, Valeria Solarino, a <strong>Il Concerto, di Radu Mihaileanu,</strong> “per l’arguta leggerezza e lo spirito beffardo con cui il regista ha saputo mettere a fuoco le drammatiche contraddizioni di una società travolta da una profonda crisi di identità e di futuro”. Queste le motivazioni del Premio. Il regista raggiunto telefonicamente a Parigi ha trasmesso, commosso e felice, questo messaggio: “dopo la bella storia di Train de Vie, i due David di Donatello, i due Premi a Venezia, ringrazio gli italiani per l’amore che hanno per i miei film. Non mi resta altro che vivere in Italia perché questa relazione si trasformi in matrimonio.”</p>
<p style="text-align: justify;">I film in concorso sono stati introdotti ogni giorno da una ricercatissima selezione di corti di animazioni, scelti da Mario Serenellini, con il provocatorio filo conduttore con tema del grottesco e paradossale. A seguire delle proiezioni, spazio agli interventi dei numerosi ospiti speciali: dopo l’apertura del festival con Roy Paci che ha diretto il corpo bandistico Federico II Città di Augusta, sono saliti sul palco: Valerio de Paolis per la consegna del Premio al produttore per la Bim di Antonio Medici, l’Ensemble Darshan, nella serata di gala, per la sonorizzazione del film muto del ’29 The godeless girl, Gianfranco Firriolo ha presentato il documentario su Vinicio Capossela la faccia della terra, e ancora Rocco Papaleo &amp; friends Nina Zilli, Rita Botto, Donatella Finocchiaro e, in chiusura Franco Meresco con Salvatore Bonafede.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concorso Con-Corto, con i cortometraggi selezionati da Andrea Di Falco, proiettati al Cortile di Villa Dorata, ha evidenziato i dettagli di alto livello di saper fare cinema, portando questo linguaggio, spesso a torto considerato minore, allo stesso livello dei Grandi film. La giuria, presieduta dal film composer italiano trapiantato a Los Angeles Carlo Siliotti, e composta dalla costumista e scenografa Grazia Colombini, il film maker Jean Marc Faure e la critica Ornella Sgroi, ha assegnato il premio al miglior cortometraggio a <strong>Habibi, di David Del Degan</strong> con questa motivazione: “per la capacità del racconto filmico e padronanza del linguaggio cinematografico di lanciare un messaggio forte: l’invenzione del non luogo”. Habibi, Amore mio letteralmente, ma che in Libano indica la naturalezza del contatto umano,  parla di un luogo &#8211; non luogo, la frontiera, confine tra il dramma della guerra e l’incertezza di un presente-futuro, vissuto dalla leggerezza e la semplicità di un bambino. Del Degan, alla sua terza opera di piccolo formato, raggiunto telefonicamente in Croazia dove sta realizzando la sua prima opera in lungometraggio, ha voluto dedicare il Premio “a tutti i bambini del mondo che vivono in luoghi che li costringono a vivere in fretta”. Una <strong>menzione speciale</strong> è stata assegnata a <strong>Ali di Cera, di Hedy Krissane</strong>: “la giuria è rimasta toccata dal film che riprende l’essenza del linguaggio cinematografico, una frecciata drmamaticaa e ironca che raggiunge l’obiettivo della tematica del festival”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella serata conclusiva, dopo il Living in emergency con la proiezioni di Medici senza frontiere, al Cortile di Villa Dorata sono stati proiettati i corti premiati.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le novità del festival, che hanno ulteriormente impreziosito le collaudate sezioni di lungometraggi e cortometraggi in concorso, le <strong>Chiacchiere sotto il fico</strong>, coordinate da Sabina Minardi, hanno tenuto vivo il contatto tra il pubblico e i protagonisti del Cinema, sempre mantenendo la caratteristica “di frontiera”, tematica portante del festival, intesa come abbattimento delle barriere culturali, apertura al nuovo e all’innovazione. Tra gli ospiti: Turi Pintaldi, qui pure in veste di autore, Pietrangelo Buttafuoco, Andrea Traina, Alberto Dentice, Carlo Siliotto, Maurizio Nichetti e Mario Serenellini, Barbara Maussier, Paolo Pillitteri, Alessio Accardo, Gabriele Acerbo e Toto Barbato, Salvatore Maino, Lirio Abbate, South Media, Arnaldo Colasanti, Barbara Schiavulli, Antonia Brancati, Elena Brancatri e Simona Calì Cocuzza, Cinesicilia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nutritissima la sezione <strong>Musica &amp; Cinema</strong>, che ha alternato i film incentrati su “l’unico attore che non si vede – La Musica”, ai live di artisti invitati a confrontarsi con il connubio tra l’immagine filmica e il mondo delle Sette Note.</p>
<p style="text-align: justify;">“La marza – ha dichiarato Roy Paci, direttore artistico della sezione live insieme a Linda Massignan e Andrea Pintaldi per Etnagigante Ingegni – è pure il nome di un particolare innesto praticato sugli alberi per dar nuovi frutti. Ed è con questa parafrasi che ho voluto incentrare la sezione di musica dal vivo, proponendo artisti nuovi del panorama musicale italiano, ma anche nomi di artisti rinomati e session fuori programma, spesso in versione rivisitata appositamente per il Cinema di Frontiera, esplorando le frontiere tra questi due linguaggi che vivono di luce autonoma ma che son pure l’una al servizio dell’altro. Quello di quest’anno mi auguro è solo il primo innesto di una collaborazione che guarda al futuro. Un futuro che mira all’abbattimento di tutte le frontiere”.  Sul palco nel piazzale Balata, dopo le proiezioni di film musicali selezionati da Nello Corleone, si sono esibiti Esha Tizafy, Davide Di Rosolini, Jali Djabate, We Love Mamas feat. Dj Emme, Ipercussonici, Krikka Reggae, Albano Power feat Joe dei la Crus e, fuori programma gli Aretuska.</p>
<p style="text-align: justify;">Un successo meritato quello evidenziato da questa X edizione, che premia dieci anni difficili, parafrasando il film di Luigi Zampa proiettato a conclusione del festival nell’Omaggio a Vitaliano Brancati, di grandi sforzi e di crescita costante. “Un grazie particolare per esser giunti a tutto ciò – afferma Andrea Pintaldi, punto di riferimento dell’organizzazione di Baia delle Tortore – lo dobbiamo a tutte le persone, tantissime, che hanno lavorato con noi e creduto in noi, dallo staff, ai tecnici, agli artisti e amici che ci hanno raggiunto, Etnagigante Ingegni di Roy Paci e Linda Massignan, e ancora alle istituzioni che credono al Patrimonio di questo festival: il Comune di Pachino, la provincia Regionale di Siracusa, Cine Sicilia, il Ministero degli Affari Esteri, ma anche a tutti gli esercenti di Marzamemi, che ci hanno aiutato e permesso di far diventare il borgo per nove giorni, una grande festa del Cinema”.</p>
<p style="text-align: justify;">E festa è stata. La notte infatti, una volta spento il proiettore della piazza regina Margherita, il cortile di Villa Dorata, che per tutte le notti del festival è stato teatro di Marzamemotion, ha acceso le danze sui ritmi afrotech mixati da dj Kikko Solaris e dj Khalab.</p>
<p style="text-align: justify;">Le prime luci dell’alba salutano il nuovo giorno dando l’arrivederci al festival. Questo saluto è stato magicamente “sentito” grazie alla <strong>Paci Perpetua</strong>, performance in real time sul mare di Roy Paci al sorgere del sole. “I flussi sonori senza tempo e senza rigore viaggiano nella profondità della nostra coscienza e hanno un valore unico e irripetibile. A noi spetta coltivarli con rispetto e saggezza attraverso le parole, l’eredità di momenti indimenticabili e la nemesi. Siamo materia e polvere dell’universo. Siamo buio accecante”.</p>
<p>﻿</p>
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		<title>Comunicato stampa del 31 luglio 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 18:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lapis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giornata conclusiva e festa finale, sabato 31 luglio, per la X edizione del Cinema di Frontiera.
La manifestazione ideata da Nello Correale e diretta inseme a Sebastiano Gesù con il coordinamento di Turi Pintaldi insieme al Circolo Baia delle Tortore, al suo traguardo delle dieci candeline, ha registrato un grande successo sia in termini di pubblico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Giornata conclusiva e festa finale, sabato 31 luglio, per la X edizione del Cinema di Frontiera.</p>
<p style="text-align: justify;">La manifestazione ideata da Nello Correale e diretta inseme a Sebastiano Gesù con il coordinamento di Turi Pintaldi insieme al Circolo Baia delle Tortore, al suo traguardo delle dieci candeline, ha registrato un grande successo sia in termini di pubblico, che ha letteralemnte invaso l&#8217;antico Borgo marinaro di Marzamemi, che in termine di critica, imponendosi come una delle rare manifestazioni cinematografiche che coniuga l&#8217;alta qualità delle proposte artistiche con grande riscontro di pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, gran finale con la partecipazione straordinaria di <strong>Valeria Solarino</strong>.</p>
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		<title>Comunicato del 26 luglio</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 08:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lapis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I primi tre giorni del festival internazionale del Cinema di Frontiera, oggi
al traguardo del suo X anno di attività, hanno regalato emozioni di altissimo
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poche in Sicilia che coniuga enorme riscontro in termini di pubblico, con
l’alta qualità delle proposte. Migliaia di spettatori, amanti di cinema e
addetti ai lavori, hanno invaso la cittadina siracusana, dando cosi una forte
spinta a quel “turismo culturale” ormai risorsa preziosa della contea...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I primi tre giorni del festival internazionale del Cinema di Frontiera, oggi al traguardo del suo X anno di attività, hanno regalato emozioni di altissimo livello, confermando la manifestazione ideata da Nello Correale una delle poche in Sicilia che coniuga enorme riscontro in termini di pubblico, con l’alta qualità delle proposte. Migliaia di spettatori, amanti di cinema e addetti ai lavori, hanno invaso la cittadina siracusana, dando cosi una forte spinta a quel “turismo culturale” ormai risorsa preziosa della contea.</p>
<p style="text-align: justify;">L’inaugurazione ufficiale del festival è stata affidata a Roy Paci, curatore dei live della sezione Cinema &amp; Musica, che ha aperto dirigendo la Banda di Augusta sui temi musicali cari al Cinema: Ennio Morricone e Nino Rota i compositori delle partiture intramontabili eseguite sul palco. La stessa Banda ha introdotto il concerto con una parata nell’antico borgo di pescatori, richiamando suggestioni di pellicole storiche che hanno avuto la piazza e i vicoli di Marzamemi come location.</p>
<p style="text-align: justify;">“Abbiamo voluto rafforzare la tematica tradizionale del festival &#8211; afferma Nello Correale, ideatore e direttore artistico insieme a Sebastiano Gesù – da sempre attenta al legame e alla contaminazione tra Cinema &amp; Musica, invitando Roy Paci a proporre una sezione di live che facesse da contorno alla selezione di film introvabili che hanno la Musica come elemento principe, protagonisti della sezione in piazzale Balata. La Musica scritta per il Cinema ma che vive anche fuori del Cinema.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i film in concorso, tutti provenienti da quelle parti del Mondo “di frontiera”, ricercate tra le produzioni  di qualità lontano dalle logiche del mercato cinematografico e di difficile circuitazione, tantissime le produzioni già pluripremiate. Una “frontiera dell’Anima”, che attraverso il grande schermo, il fuoco sacro del Cinema, perlustra la poetica di mondi diversi. Un festival “glocal”, ponte naturale tra la nostra cultura e le culture del Mediterraneo, con l’obiettivo di portare lontano ciò che è vicino e vicino ciò che è lontano: Messico, Iran, Mali, Kazakisthan, Romania, Egitto i paesi protagonisti, a determinare lo spirito internazionale e di ricerca del festival. Film in concorso alla caccia dell’ennesimo premio, ma anche premi a riconoscimento del valore della creatività della produzione che sostiene con coraggio il Cinema d’Autore e di qualità: nella serata di sabato 24 luglio il premio al produttore è stato consegnato a Valerio De Paolis, in rappresentanza della BIM. La filosofia del pensiero della BIM ben si sintetizza con le parole di Antonio Medici, fondatore e amministratore unico della società oggi al suo XXV anno di attività. “Un cinema di pensiero, divulgativo e che affronta temi sociali e parla della realtà. Un cinema spesso non facile ma che è l’unico che pensiamo valga la pena di fare.”</p>
<p style="text-align: justify;">Potenziate le sezioni, cosi come la durata del festival pressoché raddoppiata. Nei nove giorni di programmazione, oltre i tradizionali fil e corti in concorso, un aspetto importante è dedicato allo scambio e il contatto tra i protagonisti del festival e il pubblico: Chiacchiere sotto il fico, spina dorsale del festival, è la sezione di incontri con gli autori che permette di approfondire gli argomenti delle visioni proposte, i trucchi del cinema, ma anche occasione di presentazione editoriali,  incontri con giornalisti ed esperti di cinema. “Chiacchiere – sottolinea Sabina Minardi, coordinatrice della sezione &#8211; a suggerire la leggerezza e il carattere informale degli incontri, sempre incentrati su temi e personaggi “di frontiera”, di provocazione, di anticonformismo, straordinaria tematica del Cinema di Frontiera. La sezione è stata aperta da Turi Pintaldi, con la presentazione del suo libro Racconti Corsari. “Sono doppiamente contento – afferma Turi Pintaldi, organizzatore del festival – di presentare questa mia seconda avventura editoriale all’interno del festival”. All’incontro, teatro anche della presentazione del festival, presente anche Paolo Bonajuto, sindaco di Pachino, da quest’anno partner istituzionale del festival. “L’amministrazione comunale di Pachino &#8211; – ha affermato Bonajuto nel suo intervento – non solo vuole sostenere il festival, tra le più importanti risorse culturali e turistiche dell’isola, ma vuole fare cultura promuovendo lo scambio culturale tra i popoli. Per questo il finanziamento concesso non è inteso come semplice contributo, ma è inserito in un nuovo capitolo di spesa del bilancio comunale, per garantire al festival una continuità e una crescita costante. Un nuovo spazio comunale inoltre, il palmento Rudinì, ora restaurato e di proprietà del comune, è sede di una importante sezione del festival: le retrospettive di Alejandro Jodorowsky e Guy Maddin e il focus del Cinema Rumeno. Sono allo studio con il Cinecircolo Baia delle Tortore – associazione che organizza il festival – una serie di attività didattiche rivolte ai giovani delle scuole di Pachino, per diffondere il la cultura cinematografica e le culture dei Popoli ai giovani del territorio”. Le chiacchiere sotto il fico, ha ancora in programma personaggi del cinema tra i quali: domani martedi 27 luglio Maurizio Nichetti, qui in veste di ospite speciale nonché presidente della giuria dei film in concorso; Pietrangelo Buttafuoco, che è intervenuto domenica 25 luglio su Il gusto della provocazione: le frontiere del linguaggio; Carlo Siliotto, autore “dell’unico attore che non si vede”, le musiche per il cinema, che interviene su Musica di frontiera: un viaggio tra le sonorità dei popoli; Arnaldo Colasanti dialoga sulle nuove frontiera della letteratura in occasione della presentazione del suo libro La prima notte solo con te.</p>
<p style="text-align: justify;">E la notte, dopo la carrellata di film, corti, documentari, in concorso e fuori concorso, la sezione Marzamemotion, altra novità di questa X edizione del festival, apre le porte del cortile agli amanti delle ore piccole e delle danze: djset ricercatissimi, spesso con interazioni visual, accenderanno le danze fino alle prime luci del giorno che illuminano il suggestivo borgo di Marzamemi</p>
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		<title>Comunicato Stampa del 24 luglio 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 19:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lapis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CINEMA: a Marzamemi la pianista catanese Teriaca musica dal vivo film muto del ‘29
La pellicola restaurata in prima proiezione assoluta per il Festival del Cinema di Frontiera

Marzamemi, Pachino (SR), 24 luglio 2010 – Sono arrangiate e adattate dalla pianista catanese Ketty Teriaca le musiche che domani sera, a Marzamemi in occasione della XII edizione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>CINEMA: a Marzamemi la pianista catanese Teriaca musica dal vivo film muto del ‘29</h2>
<h3>La pellicola restaurata in prima proiezione assoluta per il Festival del Cinema di Frontiera</h3>
<h2><a href="http://www.cinemadifrontiera.it/wp-content/uploads/2010/07/Ens-Darshan-2009_7043.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1523" title="Ens Darshan 2009_7043" src="http://www.cinemadifrontiera.it/wp-content/uploads/2010/07/Ens-Darshan-2009_7043-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marzamemi, Pachino (SR), 24 luglio 2010</strong> – Sono arrangiate e adattate dalla pianista catanese <strong>Ketty Teriaca</strong> le musiche che domani sera, a Marzamemi in occasione della XII edizione del <strong>Festival Internazionale del Cinema di Frontiera</strong>, saranno eseguite dal vivo dall’<strong>Ensemble Darshan </strong>e faranno da colonna sonora alla proiezione del film muto <em>“The Godless Girl”,</em> una produzione hollywoodiana del 1929 del regista americano <strong>Cecil B. De Mille</strong>. Si tratta di un’edizione appena restaurata della pellicola e proiettata in prima assoluta con sottotitoli in italiano appositamente per il festival diretto da <strong>Nello Correale</strong>. Da sette anni la Teriaca, docente al <strong>Conservatorio di Palermo</strong>, nonché concertista e direttore artistico del Festival Internazionale di Musica da Camera <strong>Classica &amp; Dintorni</strong>, collabora con le sezioni cinematografiche di <strong>Etnafest</strong> e del festival di Marzamemi per arrangiare ed eseguire dal vivo le colonne sonore per il cinema muto. I brani selezionati per il film di domani sera sono di <strong>Schumann, Rachmaninoff, Beethoven, Schubert, Haendel</strong> e del compositore catanese <strong>Giuseppe Rapisarda.</strong> La proiezione è in programma per le ore 23. L’Ensemble Darshan vede Ketty Teriaca al pianoforte e i musicisti <strong>Adriano Murania</strong> al violino, <strong>Elena Sciamarelli</strong> al violoncello, <strong>Giusi Ledda</strong> al flauto e <strong>Mario Gulisano</strong> alle percussioni ed effetti.</p>
<p><strong>NOTE SUL FILM  <em>“The Godless Girl”</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Girato muto nel periodo della transizione dal muto al sonoro ed ambientato nell’America degli anni venti, sullo sfondo dell’eterna diatriba fra la fede e l’ateismo, <em>The Godless Girl</em> narra la storia di Bob (il credente) e Judy (l’atea), compagni di classe, che dopo diversi contrasti d’opinione che coinvolgono animosamente anche la scuola che essi frequentano e nella quale disgraziatamente perde la vita una loro compagna  a causa di una rissa, finiscono entrambi in riformatorio, da dove poi fuggiranno insieme scoprendo il loro reciproco amore. Spicca la scena madre dell’incendio, attraverso cui la regia tende a sottolineare la redenzione di entrambi i protagonisti nel riconoscimento che non esistono valori assoluti da difendere, se non l’amore. Il film, un melodramma in perfetto stile hollywoodiano, con tanto di lieto fine, offre uno spunto di riflessione sulle tematiche dell’epoca, evidentemente legate ancora all’importanza della religiosità e della fede in una società americana, alle soglie della grande crisi economica, e da lì a poco in via di radicale trasformazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>The Godless Girl</em> fu molto popolare in Germania e in URSS, mentre fu un disastro commerciale negli USA. Una curiosità: la protagonista femminile del film, Lina Basquette, intitolò la sua autobiografia <em>Lina: DeMille&#8217;s Godless Girl</em>.</p>
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		<title>Comunicato Stampa del 23 luglio 2010</title>
		<link>http://www.cinemadifrontiera.it/?p=1526</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 20:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lapis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al traguardo del raggiungimento delle dieci candeline, il festival del Cinema di Frontiera ideato da Nello Correale  che dal 2001 non smette di accendere i riflettori su quel Cinema sulle frontiere territoriali, culturali, dell’anima e dei linguaggi. Dieci Anni difficili, parafrasando il film di Luigi Zampa, in programma a conclusione del festival. Difficile come la scommessa vinta da Correale e Sebastiano Gesù, storici co-direttori artistici del festival, e lo staff del Cinecircolo Baia della Torrtore presieduto da Turi Pintaldi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>X Anni di Frontiera</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Al traguardo del raggiungimento delle dieci candeline, il festival del Cinema di Frontiera ideato da <strong>Nello Correale</strong> che dal 2001 non smette di accendere i riflettori su quel Cinema sulle frontiere territoriali, culturali, dell’anima e dei linguaggi. Dieci Anni difficili, parafrasando il film di Luigi Zampa, in programma a conclusione del festival. Difficile come la scommessa vinta da Correale e Sebastiano Gesù, storici co-direttori artistici del festival, e lo staff del Cinecircolo Baia della Torrtore presieduto da Turi Pintaldi. La scommessa era quella di puntare su un luogo estremo, il più a Sud d’Europa, per rilanciare quel Cinema altro, spesso fuori circuito, e imporre il festival di Marzamemi come uno degli avvenimenti cinematografici di qualità in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Irribustiti dalle difficoltà tipiche del territorio, per cultura, per politica e per clima, questo decimo anno omaggia al pubblico una programmazione pressoché raddoppiata, che conferma la vocazione internazionale del festival con film da ogni parte del mondo con particolare attenzione a le zone più calde e ai margini: Argentina, Iran, Messico, Mali, Kazakhstan, ma anche film dell’Europa, un focus sull’Eggitto, giovani registi dalla Romania e Tunsia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cinemadifrontiera.it/wp-content/uploads/2010/07/jodorowsky-la-montagna-sacra.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1528" title="jodorowsky -la montagna sacra" src="http://www.cinemadifrontiera.it/wp-content/uploads/2010/07/jodorowsky-la-montagna-sacra-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a>Tra le novità che impreziosiscono la X edizione del festival, il ritorno in pampa magna di <strong>Medici Senza Frontiera</strong>, la presenza di ospiti importanti: <strong>Maurizio Nichetti</strong>, presidente della giuria al quale è dedicata anche una retrospettiva; <strong>Paolo Pillitteri</strong>, autore del libro “Non è vero ma ci credo”, che riceverà un premio a riconoscimento della sua attività di “uomo di cinema”; <strong>Elena Brancati</strong>, figlia di Vitaliano al quale è dedicato un Omaggio. Altre due retrospettive sono dedicate a personaggi che hanno innovato e sperimento nuovi linguaggi cinematografici: <strong>Alejandro Jodorowski e Guy Maddin</strong>.  <strong>Sabina Minardi</strong> coordina le Chiacchiere sotto il fico, gli incontri con gli autori che determinano il contatto con i protagonisti del nuovo Cinema con il pubblico, caratteristica storica del Cinema di Frontiera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roy Paci</strong> cura la sezione Cinema &amp; Musica aprendo una finestra incentrata sulle contaminazione tra il mondo della celluloide e il mondo delle sette note. In cartellone una selezione di pellicole rare dove il valore della composizione musicale è l’elemento principe dell’opera, ma anche ospiti importanti che presentano nuove opere filmiche e progetti musicali di contaminazione, tra i quali <strong>Vinicio Capossela</strong> che presenta “La faccia delal terra”, <strong>Nina Zilli</strong>, ora sotto i riflettori anche per le sue composizioni musicali dedite al Cinema, <strong>Franco Maresco</strong> che seleziona spezzoni del suo Cinico Tivvù e video di repertorio, in improvvisazione, al pianoforte, con <strong>Salvatore Bonafede</strong>. La trasversalità delle proposte mirate alla sollecitazione della comunità, spazio anche alla nuova scena underground musicale, qui sottoposta a interazione video: <strong>Albano Power</strong>, ormai seguitissimi anche dalle riviste di settore internazionali, <strong>Ipercussonici</strong>, in questi giorni ospiti sul palco di Womadi in Inghilterra, <strong>We Love Mamas</strong>, reduci dal palco di Heyneken Jammin festival…</p>
<p style="text-align: justify;">La finestra notturna della sezione è<strong> Marzamemotion: </strong>La Notte Pullula Di Stelle!<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine delle proiezioni ed eventi sul palco, gli ospiti del festival si ritrovano la notte con una ricercatissima selezione di Live djset, sonorizzazioni, performance visive e multimediali dall’1 e 30 in poi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso Roy Paci sarà protagonista di due speciali eventi appositamente creati per il festival: il concerto parata in apertura del festival venerdi 23 luglio, con la Banda di Augusta su musiche di Ennio Morricone, dove sarà co-direttore e tromba solista, e l’evento conclusivo del festival, “La Paci Perpetua”: performance in real time di Roy Paci aprodotta dai suoni e <em>drones</em> infiniti della tromba di Paci si coniugherà con l’immensa melodia delle onde del mare, con  l&#8217;intervallo armonico tra l’aurora e l’alba trasportandoci in una sorta di “zona ortiva nootropica” capace di rendere esplicita l’idea di Paesaggio/Passaggio Sonoro.</p>
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		<title>La Retrospettiva:</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 21:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lapis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Maurizio Nichetti 26 e 27 luglio Piazza Regina Mergherita – Marzamemi
Maurizio Nichetti – l’antidivo
Maurizio Nichetti, al festival di Marzamemi in veste di ospite speciale ma anche presidente della giuria dei film in concorso, è una delle personalità più eclettiche nel panorama del cinema italiano; in oltre trent&#8217;anni di attività ha attraversato i territori dell&#8217;audiovisivo con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Maurizio Nichetti 26 e 27 luglio Piazza Regina Mergherita – Marzamemi</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Maurizio Nichetti – l’antidivo</strong><br />
<a href="http://www.cinemadifrontiera.it/wp-content/uploads/2010/07/maurizio-nichetti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1501" title="maurizio nichetti" src="http://www.cinemadifrontiera.it/wp-content/uploads/2010/07/maurizio-nichetti-299x300.jpg" alt="" width="299" height="300" /></a>Maurizio Nichetti, al festival di Marzamemi in veste di ospite speciale ma anche presidente della giuria dei film in concorso, è una delle personalità più eclettiche nel panorama del cinema italiano; in oltre trent&#8217;anni di attività ha attraversato i territori dell&#8217;audiovisivo con una leggerezza e un&#8217;innocenza che ricordano l&#8217;arte delle origini: da Charlot fino a Méliès. Ma Nichetti non è solo un corpo comico prestato al cinema. Regista, mimo, creatore di spot pubblicitari e direttore di opere liriche, egli incarna la multimedialità del presente.</p>
<p style="text-align: justify;">
Regista e attore di film unici come Rataplan e Volere volare, entrambi in programma al festival, ha caratterizzato la sua produzione con un &#8216;attitudine mimica e surreale unica.</p>
<p style="text-align: justify;">
L&#8217;attore -regista di Rataplan nasceva in realtà da una costola eccentrica del cinema, quella del comico del corpo, del clown, del mimo, discendenza diretta da una razza in via d&#8217;estinzione ma ancora presente, secondo un filo rosso che lega l&#8217;artigiano Méliès ai primi comici del muto &#8220;Volere Volare&#8221; è un film ambiguo, leggero e al contempo impegnativo, che mischia la slapstick comedy del cinema muto alla malinconia della commedia romantica, alternando le riprese dal vero all&#8217;animazione.</p>
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		<title>Le Retrospettive al Palento Rudini’: Alejandro Jodorowsky e Guy Maddin</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 20:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lapis</dc:creator>
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Due le Retrospettive dedicate a due grandi autori che, pur in ambiti diversi, sono stati da sempre sperimentatori, precursori di nuovi linguaggi e attenti alle molteplici sfaccettature dell&#8217;esistenza umana e sulle sue possibili manipolazioni: Alejandro Jodorowsky e Guy Maddin.
 
Alejandro Jodorowsky, la vita tra Atto poetico, Psicomagia e Panico. 
Jodorowsky è sempre stato un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p>Due le Retrospettive dedicate a due grandi autori che, pur in ambiti diversi, sono stati da sempre sperimentatori, precursori di nuovi linguaggi e attenti alle molteplici sfaccettature dell&#8217;esistenza umana e sulle sue possibili manipolazioni: <strong>Alejandro Jodorowsky e Guy Maddin.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Alejandro Jodorowsky, la vita tra Atto poetico, Psicomagia e Panico. </strong></p>
<p>Jodorowsky è sempre stato un autore poliedrico che, nel corso della sua vita, ha sperimentato un po&#8217; di tutto, errando tra vari aspetti della vita e delle arti, senza mai fossilizzarsi. Nato in Cile nel 1930, figlio di immigrati ucraini ebrei, parte nel 1953 alla volta di Parigi, città dove risiede tuttora.<br />
La sua carriera artistica ha toccato vari campi: mimo, attore, regista cinematografico (El Topo (1971) e La Montagna Sacra (1973) sono i suoi capolavori in programma alle Cantine Rudini’), autore di teatro, poeta, romanziere e sceneggiatore di fumetti. In tutti i suoi lavori l&#8217;aspetto visionario ha sempre prevalso, sottolineando così la necessità di rompere le strade note e prosaiche.<br />
Uno degli aspetti più affascinanti di Jodorowsky riguarda la sua figura di psicoanalista sui generis.</p>
<p>In realtà ha elaborato un modo nuovo di entrare in contatto con l&#8217;inconscio, la <em>Psicomagia</em>, fino ad arrivare alla” terapia panica”, concetto da sempre presente nel suo percorso artistico: con Arrabal e Topor ha fondato il movimento Panico nel teatro. Panico per dire che l&#8217;ordine del nostro universo, in apparenza così prevedibile, può venire sgretolato. E Jodorowsky, con la sua vita e le sue opere, ha sempre ricercato l&#8217;atto che destrutturi lo stato delle cose scontate. <em>El Topo</em> e <em>La montagna sacra</em>, in cui apparve anche come interprete, sono caratterizzati da un <a title="Surrealismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Surrealismo">surrealismo</a> provocatorio, grondante di orrori e <a title="Magia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Magia">magia</a>. <em>Santa Sangre</em> segnò il suo ritorno al cinema dopo alcuni anni di inattività. Il film, ispirato ad una storia vera, è carico di motivi <a title="Psicanalisi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicanalisi">psicanalitici</a>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Guy</strong> <strong>Maddin, un esploratore surrealista espressionista</strong></p>
<p>Regista sperimentale con la passione per il cinema muto e per le trame bizzarre.</p>
<p>Con il suo “consueto” stile che unisce espressionismo tedesco, avanguardia russa e arte costruttivista, Maddin riesce a coniugare l’atmosfera da film muto con il suo inconfondibile montaggio frammentario e “neurologico”. Un artista ancora ingiustamente poco conosciuto da noi, Maddin è autore di lugometraggi poetici e originalissimi, come <em>The Saddest Music In The World</em> (2003), <em>Tales From The Gimli Hospital</em> (1988), e <em>My Winnipeg </em>(2007).</p>
<p>Maddin ha diretto numerosi film e cortometraggi. Il suo tratto distintivo più evidente è l’abilità nel ricreare l’aspetto e lo stile delle pellicole del muto o dei primi anni del sonoro, mescolandolo con una sensibilità post-moderna.</p>
<p><em>Dracula: pages from a Virgins’s Diary</em>, in programma il 29 luglio alle Cantine Rudini’, è l’ennesima prova del talento scientemente “eccentrico” dell’artista canadese, che parte dal mito del Vampiro per realizzare un “film-balletto” (affidato al Royal Winnipeg Ballet) su musiche di Gustav Mahler, con un Dracula che ha il corpo flessuoso e androgino dell’attore cinese Zhang Wei-Qiang. Stupori di cartapesta, degni di Méliès, e sottili brividi erotici sottolineati dal silente fluire del sangue su carni rese immortali dal cerone.</p>
<p>Il cortometraggi in programma il 29 sono un delirante <em>pastiche </em>nel classico stile del geniale regista canadese.<br />
<strong>tono reso ancora più surreale dall&#8217;uso del bianco e nero</strong>, si parla dell&#8217;annuale caccia al tesoro, che dal 1888 mette in palio un biglietto di sola andata per lasciare la città, premio che però non è mai stato ritirato da nessuno.</p>
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		<title>Comunicato stampa del 18 luglio 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 21:38:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lapis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla sua X edizione, il Cinema di Frontiera si riconferma uno dei festival internazionali più attenti e seguiti dagli addetti ai lavori, oltre che storico appuntamento di quel turismo ‘colto’, ormai affezionato alla storica piazza di Marzamemi, location di film immortali, offrendo un programma molto più ricco e articolato delle precedenti edizioni. Per 9 giorni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla sua <strong>X edizione, il Cinema di Frontiera</strong> si riconferma uno dei festival internazionali più attenti e seguiti dagli addetti ai lavori, oltre che storico appuntamento di quel turismo ‘colto’, ormai affezionato alla storica piazza di Marzamemi, location di film immortali, offrendo un programma molto più ricco e articolato delle precedenti edizioni. Per 9 giorni, <strong>dal 23 luglio al 31 luglio</strong>, la sala cinematografica, a cielo aperto, più grande e più a Sud d’Europa, mantiene lo spirito di ricerca per le produzioni ai confini del Mondo e la voglia e l’entusiasmo di non fermarsi e guardare avanti.</p>
<p>“Cinema di Frontiera &#8211; come sottolinea <strong>Nello Correale</strong>, ideatore e direttore artistico del festival &#8211; <em>inteso nel suo valore simbolico, oltre che geografico nell’accezione più ampia del termine. Frontiere territoriali, culturali, ma anche dell’anima e dei linguaggi”</em>.</p>
<p>Un <em>Cinema interculturale </em>che non gode di grosse e facili circuitazioni in Italia e nel mercato internazionale, ma che rappresenta la punta del nuovo Cinema nel Mondo, come confermano le produzioni presenti nel festiva di Marzamemi, già pluripremiate nei maggiori festival internazionali.</p>
<p>Riconfermano lo spirito di ricerca della kermesse, nelle restaurate Cantine Rudinì, le retrospettive di <strong>Alejandro Jodorowsky e Guy Maddin</strong>, due autori protagonisti e promotori di nuovi modi di fare Il Cinema, utilizzando la contaminazione, la provocazione, la trasgressione e la spiritualità come linguaggi poetici, ora tenuti lontano dai confini della distribuzione e dei circuiti del mercato cinematografico.</p>
<p>Una retrospettiva è dedicata al cinema di <strong>Maurizio Nichetti</strong>, altro sperimentatore cinematografico, sempre al confine  dei linguaggi cinematografici, tra cinema del vero e cartoon.</p>
<p>Prestigiosa la proposta di eventi speciali in programma che seguono le proiezioni dei film in concorso: Sul palco, dopo <strong>Roy  Paci</strong> che apre con la Banda Musicale di Augusta, performance e session dove si incontrano personaggi quali <strong>Vinicio Capossela</strong>, <strong>Rita Botto, Nina Zilli, Bonafede con Franco Maresco, i Darshan</strong>. A loro il compito di sonorizzare nel corso della serata di Gala un film inedito in Italia<strong>: The Godless Girl (La ragazza senza Dio)</strong> di  Cecil B. De Mille, del 1929.</p>
<p><strong>Cinema &amp; Musica</strong> al cortile Balata dove – afferma Roy Paci, direttore artistico della sezione &#8211; “con magia si mischiano e si contaminano questi due mondi complessi, l’immagine in movimento e il movimento musicale, dal vivo, in uno spazio-tempo di Frontiera, quello del Festival di Marzamemi, che non pone barriere ma indica orizzonti, tocca, fa sentire, vedere e reinterpretare”. E’ qui che vedremo chicche rare di cinema visionario e musicale, ma anche alternarsi sul palco i nomi nuovi, e non solo, della scena musicale italiana e le sorprese riservate dal trombettista siciliano, qui in veste di padrone di casa e ospite, ma anche sperimentatore di nuove contaminazioni, sonore e visive. <strong>Marzamemotion</strong>, la rassegna dopo-festival per chi vuol fare le ore piccole continua con live, sonorizzazioni, performance visive e multimediali fino alle prime luci del giorno.</p>
<p>E ancora: i <strong>Lampi sul Mediterraneo</strong> fuori concorso, i corti italiani, un  focus sul <strong>nuovo  cinema egiziano</strong>, un omaggio a  <strong>Valerio de Paolis</strong>, per la BIM, che sarà presente con alcuni film del suo catalogo, i workshop sul cinema digitale con i giovani autori provenienti da <strong>Romania e Tunisia</strong>, un omaggio a <strong>Vitaliano Brancati</strong>, <strong>le chiacchiere sotto il fico,</strong> con personaggi, autori cinematografici, scrittori e giornalisti e il pubblico, la<strong> rassegna di film per ragazzi</strong>, per i più piccoli che sono cresciuti sotto lo schermo del Cinema di Frontiera, ai confini del Nuovo Cinema, e il contatto tra i protagonisti del festival, da sempre caratteristica naturale del Cinema di Frontiera, arricchiscono il folto programma che nell’edizione del 2010 raddoppia la programmazione, malgrado la clamorosa assenza dei principali Enti sostenitore del festival.</p>
<p>In merito in allegato l’appello dell’organizzazione</p>
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		<title>La Sicilia</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 18:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea.79</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Scarica il pdf
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cinemadifrontiera.it/wp-content/uploads/2010/07/la-sicilia-15-luglio-2010.pdf">Scarica il pdf</a></p>
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		<title>Adele</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 18:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea.79</dc:creator>
				<category><![CDATA[cortometraggi]]></category>

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